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Siamo tutti dis-uguali?

L’unicità di ogni singolo individuo è una certezza acclarata, e solo chi è in malafede può continuare a sostenere che gli uomini sono tutti uguali. Ma al di la di questo: una ipotetica unificazione dell'umanità a livello medio sarebbe possibile?

Prima di tutto non bisogna dimenticare che l'umanità è costituita da civiltà diverse, molto diverse tra loro. A queste civiltà, tutte diverse, fanno capo uomini diversamente maturi; e qui non c'entra la conoscenza, la cultura, ma c'entra l’ereditarietà che si è creata in ogni singolo contesto (quelle diversità che, erroneamente, vengono definite razze - termine che userò solo per meglio farmi comprendere). La razza non nasce da e con una civiltà. Una civiltà non si costituisce in base al valore dei singoli abitanti di uno Stato in un particolare momento storico, ma si forma, si estrinseca man mano che si evolve in base al travaglio di intere generazioni. Per cui, tanto per fare un esempio, si può andare nel cuore dell'Africa, prendere una tribù che vive ancora nelle capanne e portarla all'Università di Firenze, - tanto per dirne una – si possono prendere tutti quegli abitanti e metterli nei locali più lussuosi, si possono mettere a loro disposizione i migliori professori, trasferire loro tutte le conoscenze, e nonostante questo, tutto questo non sarebbe sufficiente a renderete questa tribù simile a chi avesse sviluppato una civiltà diversa, con alle spalle centinaia e migliaia di anni in cui ha sviluppato un diverso tipo di civiltà.

Perché questo possa accadere occorrerà che passino secoli. Prima che quella tribù possa arrivare a far propria un tipo di cultura diversa da quella originaria, che riesca a raggiungere una diversa maturità di fondo, un portato inconscio presente in una civiltà di livello diverso servirà tutto un processo, e un percorso temporale imprescindibile.

Quindi, non è possibile prendere uomini proveniente da un contesto in cui non sia maturato uno specifico percorso culturale, persino genetico - naturalmente salvo singole e limitatissime eccezioni - portarli anche nelle migliori università e pretendere che tutti possano diventare membri a tutti gli effetti, con gli stessi livelli culturali e intimi di un contesto culturale diverso. Sì, qualcuno potrebbe diventare uno scienziato, qualcuno potrà riuscire a assimilare con minor difficoltà i nuovi aspetti sociali - ma il caso singolo qui non conta - perché questi aspetti sono una questione di cultura, di perseveranza, di costanza, ma la maturità di fondo, quella che fa oscillare al limite le idee dell'uomo, queste vengono da lontano, e non è possibile ne insegnarle ne imporle.

Quindi, quando parliamo di unificazione dell'umanità non possiamo prescindere da questo. La civiltà, ogni tipo di civiltà ha alle spalle generazioni che si sono tramandate usi e costumi, portati sociali che sono stati trasportati attraverso la progenie per via dei processi ereditari, e che hanno impresso il marchio fino al livello più inconscio dell'uomo di quella civiltà.

Poi, avvengono anche le mescolanze di razze, vi sono le zone in cui queste mescolanze sono più o meno accentuato, ma a livello medio questo fenomeno esiste, e ignorarlo può essere doloroso per ambo le parti.

In queste diversità si possono trovare ampie zone di opulenza e grande depressione economica, ma soprattutto la dove più accentuate sono le depressioni economiche vi sono anche grandi e antiche tradizioni culturali, artistiche e “nobili”. E questo dimostra che proprio la dove il problema economico è più accentuato, se sono presenti storie di forte civiltà, ci sono al tempo stesso forti capacità spirituali che, meglio che in contesti di opulenza, riescono ad agire e affermarsi.

Naturalmente, tutto deve essere letto a livello medio, e mai rispetto ai singoli o rispetto a brevi periodi storici,. Ed è per questo, a causa dei tentativi di forzature sociali, che queste diventano sempre portatrici di attrito e di impossibilità a modificare quel livello medio di ogni singola civiltà e di ogni singolo suo componente.

Accelerazioni sono possibili, e l’Illumanesimo le tiene in considerazione e le favorisce, ma non sarebbe saggio ignorare che devono comunque rispettare i tempi di “maturazione” di intere società, e queste sono sempre lunghissime.

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