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Oltre il nulla e la gloria

Roberto Mucciarini

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Oltre il nulla e la Gloria

Emanuele Severino e l’Illumanesimo

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Abstract esteso e scheda di presentazione


Illumanesimo — dalla fusione di Umanesimo e Illuminismo: Oltre il nulla e la Gloria conclude la fase comparativa del corpus dell’omonima filosofia.


 

Abstract esteso

Questo libro mette in scena un confronto sistematico fra due ontologie che condividono un’unica premessa e divergono su tutto ciò che ne segue. La premessa è il rifiuto del nichilismo — inteso, con Emanuele Severino, come la persuasione fondativa dell’Occidente secondo cui gli enti provengono dal nulla e vi fanno ritorno. La divergenza riguarda la natura del fondamento dell’essere. Per Severino l’eternità di ogni ente comporta la negazione del divenire: ciò che chiamiamo nascita, mutamento e morte è l’apparire e lo scomparire di enti eterni, e ogni filosofia che prenda ontologicamente sul serio il divenire resta complice del nichilismo. Per l’Illumanesimo — una proposta filosofica originale italiana di cui questo libro fa parte — l’eternità dell’essere è invece compatibile con un cammino reale: ciò che diviene non acquista un essere che gli mancava, ma attualizza un potenziale che era già interamente suo.

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Il libro si sviluppa in tre movimenti. Il primo (capitoli 1–6) espone il sistema severiniano nei suoi termini propri e senza scorciatoie: la vita e il celebre scontro con il Vaticano; la «struttura originaria» dell’opposizione fra essere e nulla; l’essenza del nichilismo; le tre figure che il libro chiama la «trinità del nichilismo» — volontà, libertà, prassi; la tecnica come compimento della metafisica occidentale; e la dottrina della Gloria come vertice speculativo del pensiero tardo. Il secondo movimento (capitoli 7–16) conduce il confronto tema per tema: l’apparire degli enti, la funzione conoscitiva della coscienza, il fondamento, l’equilibrio, il divenire, la libertà, Dio, la morte, la tecnica. Il terzo (capitoli 17–18) trae un bilancio simmetrico: ciò che l’Illumanesimo apprende da Severino, e a seguire ciò che gli offre.

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Al centro del confronto sta un’unica divergenza da cui tutte le altre discendono: dove Severino pensa l’essere come necessità inerte — l’eterno che semplicemente è, e da cui nulla procede — l’Illumanesimo lo pensa come fondamento attivo: un’origine impersonale ma vivente, che articola le proprie configurazioni per necessità ontologica, non per volontà arbitraria. Non è il Dio-persona delle religioni né la creazione ex nihilo — che l’Illumanesimo respinge insieme a Severino — ma un terzo termine fra arbitrio e inerzia. Da questa radice il libro deriva le sue proposte costruttive: il divenire come attualizzazione e disvelamento anziché transito fra essere e nulla; la libertà come autodeterminazione qualitativa del CEFA — Campo Energetico di Forze Autocoscienti, l’entità spirituale individuale autocosciente —, non come l’arbitrio che Severino giustamente critica; la morte come cambiamento di stato anziché annientamento; la tecnica come rischio orientabile anziché destino ineluttabile.

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Il libro non pretende di confutare Severino. Un’appendice dedicata all’elenchos argomenta perché ciò non sia possibile — e perché non importi. L’argomentazione severiniana è incontrovertibile per ciò che effettivamente dimostra: l’impossibilità che l’essere sia nulla. Ma non raggiunge il punto in cui si decide la natura del fondamento. Lì entrambe le ontologie scelgono; e la scelta severiniana della necessità inerte non è più protetta dall’elenchos di quanto lo sia quella illumanista del fondamento attivo. Il confronto resta dunque aperto, fra teoremi distinti chiamati a misurarsi fino in fondo — ed è precisamente la scommessa metodologica del libro: una metafisica apodittica dentro il proprio sistema e abduttiva sul sistema, proposta alla discussione anziché imposta.

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1. Perché Severino? Nota per il lettore non italiano.

Emanuele Severino (1929–2020) è largamente considerato il più importante filosofo italiano della seconda metà del Novecento — in Italia La struttura originaria (1958) gode di uno statuto paragonabile a quello di Essere e tempo — eppure resta poco noto nel mondo anglofono. Fra il 1961 e il 1970 fu sottoposto a indagine dal Vaticano; la «incompatibilità di fondo» riscontrata fra il suo pensiero e la dottrina cristiana gli costò la cattedra all’Università Cattolica di Milano. La sua tesi centrale è tanto semplice da enunciare quanto radicale da pensare: ogni ente è eterno, e la credenza che le cose escano dal nulla e vi ritornino — la convinzione nascosta dell’intero Occidente, dalla metafisica greca alla tecnica moderna — è «la follia estrema», l’essenza del nichilismo. Il lettore anglofono può accedere al suo pensiero attraverso The Essence of Nihilism (Verso, 2016, a cura di I. Testoni e A. Carrera, trad. G. Donis), la raccolta Nihilism and Destiny (Mimesis International) e la rivista Eternity and Contradiction: Journal of Fundamental Ontology, fondata attorno alla sua opera nel 2019.

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2. Che cos’è l’Illumanesimo?

L’Illumanesimo è una proposta filosofica originale sviluppata in un corpus di otto volumi da Roberto Mucciarini, che si colloca come terza svolta culturale dopo l’Umanesimo e l’Illuminismo. I suoi quattro pilastri sono: una concezione impersonale del divino; la Realtà universale come unità dinamica; il CEFA (Campo Energetico di Forze Autocoscienti) come entità spirituale individuale; l’incarnazione come scelta evolutiva. Il corpus è pubblicato su Amazon KDP e le parti esplicative archiviate su Zenodo, Academia.edu, SSRN e PhilArchive; questo libro ne costituisce il più esteso confronto con un singolo filosofo.

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3. Il libro in sintesi.

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Parte prima (capp. 1–6): Severino nei suoi termini — vita e opera; struttura originaria ed essenza del nichilismo; eternità e apparire degli enti; la «trinità del nichilismo» (volontà, libertà, prassi); la tecnica come compimento della metafisica occidentale; la Gloria, il destino della verità, l’oltrepassamento.

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Parte seconda (capp. 7–16): il confronto tema per tema — convergenze e metodo (cap. 7); apparire e concretizzazione (cap. 8); la funzione conoscitiva del CEFA (cap. 9); il fondamento attivo (cap. 10); l’equilibrio come principio regolatore universale (cap. 11); il divenire come attualizzazione (cap. 12); la libertà del CEFA (cap. 13); Dio come Assoluto coeterno alle proprie articolazioni (cap. 14); la morte come cambiamento di stato (cap. 15); la tecnica — rischio orientabile o destino ineluttabile? (cap. 16).

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Parte terza (capp. 17–18): «Verso una sintesi possibile» — ciò che l’Illumanesimo apprende da Severino (cap. 17) e ciò che gli offre (cap. 18).

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Nota conclusiva — «Il limite e l’avvio»: l’arco del libro in tre tempi e la posta in gioco oltre Severino.

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Appendice A — l’elenchos severiniano e lo statuto della scelta sul fondamento (il cuore metodologico del libro).

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Appendice B — note sui termini: glossario del lessico tecnico illumanista e delle parole da non confondere con gli omonimi storici.

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4. Il nucleo del confronto: necessità inerte vs fondamento attivo.

Entrambe le ontologie negano che l’essere possa provenire dal nulla o tornarvi. Severino ne conclude che l’essere è «inerte»: l’eterno semplicemente è; nulla procede da esso; il divenire è apparenza. L’Illumanesimo conclude invece che il fondamento è attivo: Dio — impersonale, altro e oltre la propria sostanza, eppure vivente («soggettività viva benché impersonale») — emana le proprie configurazioni per necessità ontologica, terzo termine fra volontà arbitraria e inerzia. Dio non precede temporalmente le proprie articolazioni ma solo ontologicamente; in Dio pensiero e atto coincidono; Dio non è «libero» — è il principio della libertà, il cui esercizio appartiene esclusivamente al CEFA. Da questa radice unica il libro deriva:

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Un divenire senza nichilismo. Il divenire è attualizzazione e disvelamento di un potenziale già interamente posseduto — mai acquisizione di essere nuovo. Il CEFA è «l’eterno in cammino»: eterno nell’essere, in cammino nella manifestazione.

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Una libertà come struttura ontologica. Non l’arbitrio di scegliere fra essere e non-essere (che Severino giustamente annovera fra le figure del nichilismo), ma autodeterminazione qualitativa: il modo e il grado con cui il CEFA attualizza il proprio potenziale. Include la possibilità dell’errore e non opera mai fra essere e nulla — perciò si sottrae alla critica severiniana.

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Un soggetto per l’apparire. Il sistema severiniano descrive un apparire senza destinatario reale. L’Illumanesimo risponde alla domanda «apparire a chi?» con il CEFA: una destinazione reale, individuale e autocosciente dell’apparire che non ricade nel soggettivismo (il CEFA non è l’io empirico né la res cogitans cartesiana).

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La morte come cambiamento di stato. Corpo, psiche e coscienza ordinaria vengono dismessi; il CEFA persiste e l’Anima (interfaccia CEFA–corpo) si riorganizza. La valutazione di una vita è costitutiva, non retributiva; la paura della morte è somatica, non ontologica. Da qui il ribaltamento illumanista: lo Spirito è l’«al di qua» permanente, la materia l’«al di là» transitorio.

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La tecnica come rischio orientabile. Il libro accoglie la diagnosi severiniana della tecnica ma non la prognosi. La tecnica non è onnipotente e ha un limite ontologico — il CEFA, che nessun apparato tecnico può raggiungere; il vero pericolo non è la macchina che domina ma l’uomo che abdica; l’IA, lungi dal confutare la tesi, ne diventa la conferma: uno «specchio dell’irriducibile» che espone la distinzione fra calcolo e autocoscienza.

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5. La scommessa metodologica: apodittico dentro, abduttivo sopra.

L’Appendice A misura la portata dell’elenchos severiniano — l’argomento per cui la negazione dell’opposizione fra essere e nulla confuta se stessa. Il libro distingue tre tesi: T1, l’incontrovertibilità di quell’opposizione (che l’Illumanesimo sottoscrive senza riserve); T2, l’eternità di ogni determinazione isolata (gestita con la dottrina del cambiamento di stato); T3, la tesi che la necessità sia l’unica modalità dell’eterno. L’elenchos, argomenta il libro, stabilisce T1 ma non raggiunge T3 — e T3 è precisamente il punto in cui le due ontologie si separano. Su quel terreno entrambi i sistemi scelgono, e la scelta severiniana della necessità inerte non è elencticamente più protetta di quella illumanista del fondamento attivo. Corrispondentemente, il teorema illumanista dichiara il proprio duplice statuto: apodittico dentro il sistema (necessità condizionale: concessi i principi, le conseguenze seguono con rigore) e abduttivo sul sistema (inferenza alla migliore spiegazione di evidenze indirette — i valori universali, le differenze qualitative irriducibili fra gli individui, il carattere qualitativo dell’esperienza cosciente). Ogni metafisica intellettualmente onesta, sostiene il libro, è apodittica al proprio interno e responsabile delle proprie assunzioni verso l’esterno — compresa quella di Severino.

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6. Termini chiave (lessico invariante).

Illumanesimo — il nome della proposta filosofica; non si traduce mai.

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CEFA — acronimo di Campo Energetico di Forze Autocoscienti; l’entità spirituale eterna, individuale e autocosciente; non si traduce né si altera mai.

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Fondamento attivo — l’essere/Dio come fondamento che articola attivamente le proprie configurazioni, contro la necessità inerte del destino severiniano.

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Attualizzazione / disvelamento — la lettura illumanista del divenire: manifestazione di ciò che è latente, mai acquisizione di essere nuovo.

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Eterno in cammino — la formula sintetica della posizione illumanista.

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Simbolizzazione — il processo per cui l’esperienza incarnata viene tradotta in conoscenza spirituale permanente e integrata nel CEFA.

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Cambiamento di stato — il concetto illumanista di morte.

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Necessità ontologica — il terzo termine fra arbitrio e inerzia; la modalità dell’emanazione divina.

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7. Destinatari e collocazione.

Il libro si rivolge a studiosi di ontologia fondamentale, metafisica, filosofia della religione e filosofia della tecnica. Al lettore anglofono offre un doppio servizio: un’esposizione rigorosa e autosufficiente di Severino — ancora scarsa in inglese — e una controproposta costruttiva che lo affronta sul suo stesso terreno anziché liquidarlo. Dialoga inoltre con il dibattito italiano più recente (Metafisica concreta di Massimo Cacciari, 2023, e la letteratura critica recente). Lo stile è sistematico ma accessibile; tutti i termini tecnici greci e italiani sono glossati; il glossario completo (Appendice B) rende il libro utilizzabile come introduzione a entrambi i sistemi.

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8. L’autore e l’opera.

Roberto Mucciarini è l’autore e fondatore dell’Illumanesimo e del corpus di otto volumi (L’Illumanesimo; Esperienze; La Realtà; Il senso di ogni vita; CEFA — Proposta di indagine; Metafisica necessaria; Il filo d’oro della filosofia; Oltre il nulla e la Gloria), pubblicato tramite Amazon KDP e archiviato su Zenodo, Academia.edu, SSRN e PhilArchive. Oltre il nulla e la Gloria si compone di diciotto capitoli in tre parti, una nota conclusiva e due appendici. Per approfondire: www.Illumanesimo.it


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Parole chiave: Illumanesimo; CEFA; Emanuele Severino; nichilismo; eternità; divenire; fondamento attivo; necessità inerte; elenchos; Gloria; tecnica; morte e cambiamento di stato; libertà; apparire; ontologia fondamentale; metafisica.


 

I riferimenti completi ai volumi del corpus sono disponibili nella pagina I libri.


 

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© 2025 Roberto Mucciarini.

Distribuito con licenza Creative Commons

Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0).

Abstract esteso archiviato anche su Zenodo —

DOI: 10.5281/zenodo.21378049

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