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Quando la fisica quantistica diventa una "foglia di fico"

Oggi assistiamo allo strano fenomeno dove sia i materialisti sia gli spiritualisti usano la Meccanica Quantistica per dimostrare ciò che credevano già. L'Illumanesimo propone una terza via: rispettare la scienza senza trasformarla in metafisica, e riconoscere la metafisica senza ridurla a fenomenologia di parte.

Nel 2024 le Nazioni Unite hanno proclamato il 2025 International Year of Quantum Science and Technology, a un secolo esatto dalle formulazioni originarie di Heisenberg, Born, Jordan e Schrödinger.¹ Cento anni dopo, la fisica quantistica resta probabilmente la conquista più rivoluzionaria della scienza moderna: ha ridefinito la nostra comprensione della materia, dell'energia e dello stesso concetto di realtà. Ma proprio il suo carattere controintuitivo e profondo rischia oggi di trasformarla in qualcosa di diverso da una scienza: una nuova foglia di fico filosofica dietro cui nascondere convinzioni già decise in partenza, o entro cui cercare risposte a interrogativi mai risolti.

Da una parte i materialisti più radicali leggono nei progressi della meccanica quantistica e delle neuroscienze la prova futura che tutto è materia, o comunque riducibile a processi fisici. È la linea tracciata da Francis Crick nel celebre programma sui neural correlates of consciousness²: l'identificazione del substrato neurale come spiegazione esaustiva dell'esperienza cosciente. Daniel Dennett ha radicalizzato questa posizione, descrivendo la coscienza come una "narrazione centrale" generata dal cervello e priva di residuo qualitativo³.

Dall'altra parte, molti spiritualisti leggono nelle stranezze quantistiche la prova diretta di una coscienza universale, dello Spirito, dell'anima o persino di Dio. Le teorie più discusse — dall'Orchestrated Objective Reduction di Penrose e Hameroff⁴ alle proposte di Federico Faggin sull'analogia tra stati di coscienza e informazione quantistica — vengono spesso piegate, nella divulgazione, a un'unica conclusione: la fisica avrebbe finalmente "dimostrato" lo Spirito.

Secondo l'Illumanesimo, entrambe le posizioni rischiano lo stesso errore: confondere i limiti dell'indagine umana — e quelli della stessa conoscenza scientifica — con la soluzione delle domande metafisiche.

La profondità della materia non è ancora lo Spirito

Questo non significa che l'Illumanesimo neghi il valore della ricerca scientifica. Al contrario: considera il progresso della conoscenza una conquista essenziale dell'umanità. Distingue però con nettezza il piano della materia da quello metafisico.

I cinque volumi della filosofia illumanista parlano della necessità di superare i limiti che separano artificialmente fisica e metafisica, ma senza confondere i due ambiti. Anche il livello più profondo della fisica resta interno al mondo materiale.

La meccanica quantistica, per quanto rivoluzionaria, continua a studiare fenomeni misurabili, effetti osservabili, relazioni energetiche e strutture della materia. Lo stesso vale per le sue conquiste più avveniristiche: la coerenza quantistica nei sistemi fotosintetici documentata da Engel e colleghi su Nature⁵, l'entanglement non locale già anticipato da David Bohm negli anni Cinquanta⁶, la rilevazione di neutrini di energia estrema da parte del telescopio sottomarino KM3NeT/ARCA nel febbraio 2023⁷. Tutte queste evidenze ampliano enormemente i confini di ciò che chiamiamo "materia". Non per questo dimostrano nulla al di là di essa.

L'antico errore di scambiare l'ignoto per il divino

La storia dell'umanità è piena di equivoci di questo tipo. Per millenni i fenomeni naturali incomprensibili sono stati interpretati come manifestazioni divine o spirituali, complici la mancanza di strumenti d'indagine e il bisogno psicologico di senso. Il fulmine, le epidemie, i sogni, l'ipnosi, l'elettricità, il magnetismo: ogni epoca ha scambiato ciò che non comprendeva per qualcosa di soprannaturale.

L'Illumanesimo invita a non ripetere oggi lo stesso errore con la fisica quantistica, e lo fa avvertendo del duplice rischio.

Da un lato, trasformare ogni mistero quantistico in una prova dell'esistenza di una coscienza universale o dello Spirito. Le ipotesi serie — Orch-OR, Integrated Information Theory di Tononi⁸, il "problema difficile" di Chalmers⁹ — diventano allora teorie da approfondire ma anche da contestualizzare con maggiore precisione metafisica.

Dall'altro lato, risulta eccessivo anche utilizzare la stessa fisica per provare l'esistenza di livelli della materia tanto sottili da rendere finalmente possibile ridurre la coscienza a un effetto cerebrale. Anche qui, un'ipotesi di lavoro — il programma riduzionista di Crick, Koch e Churchland¹⁰ — rischia di venire assolutizzata in modo inadeguato. Farlo significa piegare la scienza a una funzione ideologica.

Ciò che è davvero in gioco

 

Il punto più delicato della questione non riguarda tanto la ricerca scientifica o quella umanistica e spirituale, quanto l'uomo contemporaneo e le sue prospettive culturali in ambito esistenziale: il modo in cui si rapporta alla realtà che lo circonda e si posiziona nel quadro umanistico.

Molti, da entrambe le fazioni, sperano che la scienza possa finalmente sostituire o soddisfare le antiche necessità metafisiche: il bisogno di senso, di trascendenza, di interiorità, di significato. È come se si attendesse dalla fisica quantistica una risposta definitiva alle domande che per millenni sono appartenute alla filosofia e alla spiritualità.

Ma per l'Illumanesimo questa aspettativa è illusoria, o almeno mal finalizzata. E la conseguenza è seria: la fisica rischia di diventare una nuova religione culturale a due facce. Non più strumento di conoscenza del mondo fisico, ma autorità invocata per legittimare visioni del mondo già precostituite, per quanto contrapposte tra loro.

La terza via: rigore filosofico, non rinuncia alla scienza

Per l'Illumanesimo la soluzione non è rifiutare la scienza, ma usarla con maggiore rigore filosofico.

La fisica quantistica deve essere considerata per ciò che è: una straordinaria esplorazione della struttura della materia e delle leggi della realtà fisica. Nulla di meno. Ma anche nulla di più.

Quando invece la si utilizza per "dimostrare" ciò che si desidera credere — sia in senso materialista, sia spiritualista — si abbandona proprio ciò che servirebbe di più: la razionalità.

 

L'Illumanesimo propone allora una terza via. Riconoscere il valore assoluto della ricerca scientifica senza trasformarla in metafisica, ma anche rifiutare di ridurre la metafisica a fenomeno fisico e a fenomenologia di parte.

Per l’Illumanesimo la coscienza qualitativa dell’essere umano, il senso dell'esistenza e il problema dello Spirito appartengono a un ordine della realtà che la materia può soltanto sfiorare. La materia, nemmeno ai suoi limiti più profondi, registra lo Spirito (CEFA).

Solo un’indagine sulle differenze tra questi due stadi della stessa realtà può fornire informazioni e dati utili a trovare nella materia segni inequivocabili della presenza di livelli della realtà diversi da quelli materiali. Livelli che nemmeno la ricerca quantistica può registrare. In tale direzione va la proposta illumanista avanzata con il volume CEFA – proposta di indagine.


 

Note

¹ UNESCO / UN General Assembly, International Year of Quantum Science and Technology (IYQ 2025), Resolution A/RES/78/287, 7 giugno 2024.

² F. Crick, C. Koch, Towards a neurobiological theory of consciousness, in «Seminars in the Neurosciences» 2 (1990), pp. 263–275.

³ D. Dennett, Consciousness Explained, Little Brown, Boston 1991.

⁴ S. Hameroff, R. Penrose, Consciousness in the universe: A review of the 'Orch OR' theory, in «Physics of Life Reviews» 11/1 (2014), pp. 39–78.

⁵ G. S. Engel et al., Evidence for wavelike energy transfer through quantum coherence in photosynthetic systems, in «Nature» 446/7137 (2007), pp. 782–786.

⁶ D. Bohm, A suggested interpretation of the quantum theory in terms of "hidden" variables. I, in «Physical Review» 85/2 (1952), pp. 166–179.

⁷ KM3NeT Collaboration, Observation of an ultra-high-energy cosmic neutrino with KM3NeT, evento del 13 febbraio 2023, telescopio sottomarino ARCA.

⁸ G. Tononi, Integrated information theory of consciousness: an updated account, in «Archives Italiennes de Biologie» 150/2-3 (2012), pp. 56–90.

⁹ D. Chalmers, Facing up to the problem of consciousness, in «Journal of Consciousness Studies» 2/3 (1995), pp. 200–219. ¹

⁰ P. S. Churchland, Neurophilosophy: Toward a Unified Science of the Mind/Brain, MIT Press, Cambridge (MA) 1986.

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