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Qui e ora: il presente come soglia ontologica

Il cambiamento non nasce semplicemente dall’età biologica, ma da una condizione ontologica: la tensione dello Spirito verso il nuovo. I giovani incarnano, per natura, questa tensione. Non perché siano anagraficamente diversi, ma perché, nella struttura della coscienza, rappresentano il punto in cui l’esperienza non è ancora irrigidita in abitudine.

Nell’Illumanesimo il cambiamento non è una ribellione al passato, ma un movimento interno della Realtà che tende a rinnovarsi. I giovani, proprio perché meno stratificati, sono più prossimi a questa dinamica originaria.

Tuttavia, questa potenzialità può esprimersi solo se esiste libertà interiore. Per quanto determinante, non basta la libertà formale. Occorre una libertà qualitativa: la capacità di pensare oltre i modelli ereditati.

Ogni giovane nasce dentro un sistema di condizionamenti: familiari, sociali, tecnologici, educativi. Questo sistema costituisce una struttura della materia culturale, compatta e resistente, analoga alla compattezza della materia rispetto allo Spirito.

Mentre la struttura sociale tende alla conservazione, il CEFA, per sua natura, tende alla libertà. Queste crea ub attrito, ma è anche da questo che nasce la possibilità evolutiva.

Il cosiddetto nichilismo giovanile non è semplicemente vuoto: spesso è la percezione inconscia di una distanza tra ciò che viene proposto e ciò che interiormente si avverte come autentico. Non è assenza di senso, ma ricerca di un modo nuovo per esprimerlo.

Come già affermato in Il senso di ogni vita, i giovani vivono nel presente. Questo, pur potendo mettere in discussione l’idea comune che i giovani “siano il futuro”, non nega tale affermazione, ma la ridefinisce. Essi sono il futuro solo dopo aver riconosciuto se stessi nel presente.

Il riconoscimento autentico del proprio Sé non può avvenire nei progetti proiettati in avanti, ma esclusivamente nell’esperienza viva dell’oggi. È nel presente che l’individuo prende coscienza della propria identità, delle proprie tensioni interiori e della propria direzione esistenziale. Solo dopo questo riconoscimento può iniziare un cammino consapevole verso il futuro. Le scelte, infatti, si compiono sempre nel presente. Esse diventano valide e fondanti quando scaturiscono dal Sé riconosciuto e non da modelli imposti o da aspettative esterne. Il concetto di futuro, pertanto, non rappresenta un limite né un’astrazione, ma la naturale conseguenza di una verità antropologica profonda: l’uomo si costruisce nel presente e solo da lì può proiettarsi autenticamente in avanti.

Nella prospettiva illumanista, il presente è l’unico punto reale di intersezione tra Spirito e materia. Il futuro è una proiezione; il passato è memoria; ma l’azione si compie solo nel “qui e ora”.

Se il cambiamento viene proposto esclusivamente come promessa futura, esso resta astratto. Lo Spirito, incarnato in un giovane, cerca esperienza concreta e legata all’individualità reale di ogni individuo, non teoria.

Ecco perché un mondo migliore ha senso solo se diventa esperienza trasformativa del presente.

Quando al giovane viene sottratta la possibilità di incidere sul proprio presente, si produce una frattura: non si ribella, perché è integrato nel sistema; non combatte per il futuro, perché non lo percepisce come reale.

La mancanza di impegno non è apatia ontologica, ma assenza di spazio operativo. Se il sistema formativo e sociale non concede margini di trasformazione reale, la tensione interiore si spegne o si rifugia nell’individualismo.

Poiché i condizionamenti non possono essere annullati, devono essere attraversati consapevolmente. La strategia non è predicare il futuro, ma attivare il presente stimolandoli.

Stimolare i giovani significa: renderli coscienti della loro capacità di incidere sull’oggi; mostrare che ogni trasformazione concreta del presente è già costruzione del futuro; collegare l’impegno sociale alla loro esperienza e consapevolezza diretta del loro reale valore esistenziale.

Nel momento in cui il giovane percepisce che la sua azione modifica realmente qualcosa nel presente e in sé stesso, si attiva la dimensione spirituale della responsabilità. E ciò che nasce come miglioramento dell’oggi diventa, inevitabilmente, fondamento del domani.

In senso più profondo, la giovinezza è simbolo dello Spirito stesso: energia creativa, movimento, possibilità. Il progetto esistenziale è individuale, ma realizzabile solo attraverso l’attivazione delle energie interiori; La forza è legata alla naturale tendenza al movimento presente in ogni giovane; Le possibilità sono intrinseche al progetto spirituale ma realizzabili solo all’interno delle scelte individuali.

La proposta illumanista non si realizza mettendo i giovani proteggendoli in una bolla, né incitarli a una ribellione sterile, ma offrire loro strumenti di consapevolezza: comprendere i condizionamenti; accettare la tensione tra struttura e libertà; trasformare il presente in laboratorio evolutivo.

Nel “qui e ora” si gioca la possibilità evolutiva dell’uomo che ritrova il coraggio di incidere sull’oggi per il futuro come naturale espansione di un presente vissuto consapevolmente.

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